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["Asgi - Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione"]
 
 
 
Care amiche e amici,
 
ci siamo : il drammatico momento che stiamo vivendo ci costringe a guardare veramente dentro noi stessi, al nostro stile di vita , alle nostre attività, a quanto Asgi ha fatto e a come potrà continuare a farlo.
Siamo sicuramente abituati a stare dalla parte dei più deboli, a tutelare o almeno cercare di tutelare, i diritti primari, ma da una posizione privilegiata, di sicurezza se non di agiatezza.
 
Ora è diverso, siamo anche noi direttamente toccati da restrizioni, paure, ostacoli e tuttavia rimane una differenza abissale rispetto alle condizioni di vita che riguardano le persone che cerchiamo di tutelare: la necessaria e giusta disposizione “restiamo a casa” assume un sapore molto amaro se pensiamo a coloro che questa casa non hanno o vivono in condizioni ai limiti della sopravvivenza.
Per non parlare delle persone che lavorano nell’agricoltura e in quegli altri servizi che permettono a noi tutti di sopravvivere, o ancor più di quelle private della libertà, perché trattenute in un Cpr, in un Hot spot o in un carcere.
 
Non si può negare, però, che il coronavirus ha scoperchiato e focalizzato in maniera devastante tutti quegli elementi di ingiustizia, diseguaglianza sociale ed economica, fruizione dei diritti fondamentali, che sono purtroppo caratteri distintivi della nostra società.
Penso che da qui si debba ripartire, traendo nuova forza proprio da quanto sta accadendo, come spesso la Storia ci ha insegnato, per riprendere in mano quei valori di solidarietà, dialogo, ascolto, reciprocità che ci devono contraddistinguere.
 
Il cammino che abbiamo fatto insieme e insieme continueremo ci porta certamente delle responsabilità importanti rispetto ai nostri temi di intervento, ma al contempo ci deve rendere anche orgogliosi, se mi passate il termine, di andare avanti, adesso e nel futuro, sfruttando tutto il meraviglioso potenziale che ognuno di noi possiede: fantasia e diritti, per la tutela dei valori della nostra splendida Costituzione.
 
Un grande e affettuoso abbraccio, per ora solo virtuale, ma sono sicuro che presto sarà diverso.
Lorenzo Trucco
Presidente ASGI

 
 
 
 
Coronavirus: l’informazione contro l’emergenza
 
Abbiamo raccolto fonti di informazione sul come affrontare l'emergenza coronavirus disponibili in lingua straniera e altre iniziative di solidarietà. L’informazione è l’arma vincente per sconfiggere l’emergenza Coronavirus: condividete le pagine qui riportate e segnalatele a chi non conosce bene la lingua italiana e alle organizzazioni che possono essere interessate, come scuole, servizi sociali dei comuni, associazioni di volontariato.
 
 
 
CAS di via Mattei, Bologna: una rete di associazioni chiede la tutela della salute e dei diritti
 
ASGI e altre associazioni sostengono il Coordinamento Migranti di Bologna nel denunciare la grave condizione di rischio per i migranti ospiti nel CAS a causa del sovraffollamento della struttura ed inviano una lettera aperta a Comune, Prefettura, Questura e Regione Emilia-Romagna.
 
 
 
Coronavirus, avvocati e associazioni al Ministero dell’Interno: sospendere gli ingressi e chiudere i CPR
 
E' necessaria l’adozione di misure che limitino il rischio di contagio nei centri di detenzione amministrativa che, nel bilanciamento tra i diritti e gli interessi in gioco, obbediscano al prioritario obiettivo di ostacolare la diffusione dell’epidemia e salvaguardare la salute e la vita dei trattenuti e della popolazione tutta.
 
 
 
 
 

Coronavirus. Dai Cpr ai ghetti, fino ai centri di accoglienza: quali tutele?
 

Redattore sociale, 13 marzo 2020

“La prima preoccupazione riguarda gli insediamenti informali, per questo abbiamo già chiesto alle regioni di rendere possibile a tutti l’accesso all’acqua, anche ai lavoratori stagionali. Parallelamente stanno chiudendo i servizi a bassa soglia, che assicuravano alle persone la possibilità di mangiare e fare una doccia - spiega Anna Brambilla di Asgi -. In tutto questo c’è anche il problema dello scarso accesso alle cure, anche in presenza di sintomatologia da coronavirus: molte persone potrebbero non avere un medico curante e doversi rivolgere al pronto soccorso, misura sconsigliata in questo momento. Il numero verde non è a tutti accessibile. Inoltre, nei centri sovraffolati ci chiediamo come si può fare a contenere il contagio. Un’ipotesi potrebbe essere quella di creare nuovi posti in accoglienza ma in strutture più piccole, così da avere una maggiore distribuzione delle persone e consentire anche eventuali casi di isolamento.”
 
 
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